LE CLASSI TERZE HANNO VISITATO I LUOGHI DI DOGLIANI CHE RICORDANO LUIGI EINAUDI

Le classi terze della Media di Dogliani hanno visitato la casa di Luigi Einaudi a San Giacomo il 7 ottobre 2017. E’ stata un’occasione per conoscere la figura di un concittadino illustre. Al fine di approfondire ulteriormente la preparazione, ci siamo anche recati al Museo allestito presso il Palazzo del Comune e alla tomba nel Cimitero.

BIOGRAFIA

A Dogliani è vissuto un personaggio molto importante della storia italiana del Novecento: Luigi Einaudi. Egli nacque nel 1874 a Carrù, ma alla morte del padre si trasferì a Dogliani, presso la famiglia della madre. Qui lo zio Francesco Fracchia gli inculcò l’amore per lo studio. Frequentò il Liceo e poi la Facoltà di Giurisprudenza a Torino, dove si laureò in Scienze delle finanze. Diventò docente all’Università di Torino, occupando la cattedra di Scienza delle Finanze; fu anche Direttore dell’Istituto di Economia Politica alla Bocconi di Milano. Era bravo a scrivere: il tema elaborato all’esame di maturità liceale vinse un concorso nazionale quale migliore componimento in lingua italiana. Fu giornalista e curò la stesura di articoli di economia per diversi giornali: “La Stampa”, il “Corriere della Sera”, l’inglese “The Economist”. Tra articoli e libri, le sue pubblicazioni sono state circa 4000. Le capacità, la preparazione e le convinzioni personali lo portarono a coprire alte cariche istituzionali: nel 1944 fu eletto governatore della Banca d’Italia; successivamente divenne ministro del Bilancio e, dal 1948 al 1955, Presidente della Repubblica. Luigi Einaudi era sposato con Ida Pellegrini ed ebbe tre figli: Mario che andò ad insegnare negli Stati Uniti; Roberto, diventato ingegnere; Giulio, fondatore dell’omonima casa editrice torinese. Morì il 30 ottobre 1961 a Roma, all’età di 87 anni. Fu sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Dogliani.

VISITA ALLA CASA DI SAN GIACOMO

Pronti per la partenza

Presso la casa di San Giacomo ci siamo recati a piedi, passando da Via Torino e svoltando a destra all’altezza della piccola chiesa della Pieve. Il paesaggio che abbiamo potuto vedere durante la camminata era veramente suggestivo, e il tempo soleggiato ha reso tutto ancora più piacevole e interessante.

Siamo stati accolti dal signor Luigi Roberto, il primo dei dodici nipoti dell’ex Presidente. Egli, insieme alla moglie, ci ha guidati nella visita dell’abitazione e del nonno ha raccontato aspetti di vita privata, ha descritto caratteristiche della personalità e ha parlato dei valori in cui credeva.

Della casa, di origine seicentesca ma restaurata e ampliata, si notano davanti all’ingresso una cappella, una torre del pozzo, una staccionata, un alto portale. Da questo si accede a un grande cortile sul quale si affacciano tre ali della dimora: quella centrale, in particolare, è composta da arcate che formano un porticato al pianterreno e una galleria al primo piano. Nella corte Luigi Einaudi fece murare una lapide scritta in latino, per augurare a figli e nipoti di continuare a frequentare quel posto, quale ambiente tranquillo e sereno, dove poter anche condurre studi fra libri collezionati con tanto amore.

L’importanza attribuita dall’ex Presidente a una preparazione culturale solida è stata compresa meglio quando siamo entrati nell’abitazione. In un salone, fatto allestire per ricevere numerose personalità, ci sono al soffitto travi d’acciaio rivestite in legno: queste avevano la funzione di sorreggere il peso dei libri custoditi al piano superiore. Da quel vano, inoltre, si accede allo studio-scala, così chiamato perché è come un pianerottolo tra due rampe di gradinate: sia quella che sale quanto quella che scende conducono a biblioteche, dove furono raccolti fino a 70000 tra volumi, riviste e quotidiani. Lì Luigi Einaudi trascorreva molto tempo a lavorare, a studiare, a leggere, a scrivere e ne vietava l’accesso ai nipoti per non essere disturbato.

Ultimo ambiente visitato all’interno della casa è stata la cappella, dove il parroco di Dogliani ogni domenica celebrava la messa per la famiglia, nella quale si sono sposati dei figli di Luigi Einaudi e sono stati battezzati alcuni nipoti. Lì sull’altare c’è una Bibbia del Seicento, scritta in latino. Alle pareti sono invece esposti due dipinti: uno rappresenta il martirio San Lorenzo; nell’altro è ritratto San Giacomo con la conchiglia. Quest’ultimo Santo ha anche dato il nome proprio alla casa: la motivazione è che la torre del pozzo, contenente due camere, fu un posto di ricovero per i pellegrini durante il percorso verso Santiago de Compostela, in Spagna.

Il signor Luigi Roberto ci ha sottolineato l’interesse del nonno per la coltivazione della terra e, in particolare, ci ha ricordato che, in tempi in cui i vigneti erano decimati dalla filossera, fu tra i primi ad adottare una tecnica rivoluzionaria per contrastare la malattia: piantò barbatelle di Dolcetto innestate su piede americano. Ci è inoltre stato mostrato un regalo fatto all’ex Presidente da una contadina alle sue dipendenze: un bastone in legno, avente come pomo una testa di vecchio barbuto scolpita. Era il sostegno preferito e lo usava dall’età di quarantotto anni, a seguito di una caduta scendendo da un tram a Torino. Un altro oggetto conservato dalla famiglia, che abbiamo potuto osservare e toccare, è una ciotola di legno con una vistosa crepa, ma riparata con una cucitura in spago: era appartenuta al padre di Luigi Einaudi, il quale la usava nell’esplicare la funzione di esattore di tasse. Essa dimostra le origini umili del nostro illustre concittadino e l’alto valore che questi imparò ad attribuire al rispetto per il denaro, al risparmio. In proposito il nipote ci ha infine fatto leggere un foglio che stava affisso ad alcune pareti della casa, il quale conteneva raccomandazioni a non sprecare l’acqua: si invitava, ad esempio, a chiudere bene i rubinetti dopo l’uso, assicurandosi che non uscisse più “neppure una goccia”.

Al signor Luigi Roberto Einaudi abbiamo rivolto domande: una è stata di esplicitarci quali ricordi ha del nonno. Questi è stato descritto come una persona seria e impegnata, che a San Giacomo lavorava moltissimo nel suo studio: “tutto il giorno e ogni giorno dell’anno”. Era un uomo disciplinato e severo, ma tale rigore non era mancanza d’affetto. Il nipote, infatti, si è sempre sentito amato e seguito da quella figura che, attraverso le regole, gli ha fornito insegnamenti di vita: “bisogna dare il buon esempio”, “occorre desiderare sempre il meglio”, “non dire o fare qualcosa oggi di cui potresti vergognarti in futuro”. Alcuni quesiti li abbiamo formulati in inglese, per esercitarci nell’uso di una lingua padroneggiata ottimamente dal nostro interlocutore il quale vive a Washington, dove per diciassette anni ha svolto la professione di ambasciatore degli Stati Uniti.

La visita alla casa di San Giacomo si è conclusa con una fotografia di gruppo: noi alunni insieme ai coniugi Einaudi, che ringraziamo per l’ospitalità.

MUSEO LUIGI EINAUDI

Del Palazzo Comunale il Museo occupa l’androne al piano terra, la galleria al terzo piano e la sala del Consiglio. A testimoniare la vita pubblica e privata dell’ex Presidente ci sono: un video, dei pannelli con immagini e scritte; una vetrina che contiene oggetti, documenti, fotografie che lo ritraggono in compagnia della consorte Ida, dei figli, dei nipoti, dei compaesani. La visita ha consentito di apprendere ulteriori informazioni sul nostro concittadino: si era schierato contro il Fascismo ed era dovuto fuggire in Svizzera per evitare l’arresto; ha fatto parte dell’Assemblea Costituente che ha elaborato la Costituzione oggi in vigore; ha partecipato all’amministrazione del Comune in funzione di Consigliere di minoranza. Hanno attratto una particolare attenzione: i calchi in gesso della testa e delle mani, fatti subito dopo la morte; l’altorilievo bronzeo raffigurante il busto di Luigi Einaudi, il quale si staglia fra la torre civica di Dogliani e il Palazzo del Quirinale.

LA TOMBA

L’1 novembre di Luigi Einaudi vennero celebrati a Roma i solenni funerali di Stato. In serata le spoglie partirono con un treno speciale per Torino e, nella mattinata seguente, sostarono nell’ aula magna dell’Università, per consentire alle autorità accademiche di rendere l’estremo saluto all’illustre docente. Lo stesso giorno il corteo funebre giunse a Dogliani per le esequie e la tumulazione nel Cimitero del paese.

La tomba occupa uno spazio a parte dentro il Camposanto. Per accedervi si supera l’ingresso principale e si gira a destra. Si giunge davanti a un cancello sempre aperto, sovrastato dalla chioma a ombrello di una sophora japonica. Salendo tre gradini si entra in un’area rettangolare dove, subito sulla destra, appare a una parete un mosaico del buon Pastore con la pecorella smarrita: si tratta della riproduzione di un’opera di un mausoleo di Ravenna, molto amata da Luigi e Ida. Un vialetto di ghiaia costeggia un prato a cielo aperto e quattro lati di muratura sovrastati da un tetto di tegole. La continuità dei muri è interrotta da quattro aperture rettangolari con inferriate, attraverso le quali si può scorgere il paesaggio delle colline circostanti. Sulle pareti i loculi sono disposti a scacchiera e custodiscono le spoglie di parenti dell’ex Presidente. Questi riposa a destra di una grande nicchia nella quale c’è un Cristo crocifisso di legno; all’altro lato, a sinistra, in perfetta simmetria, è sepolta la moglie. Lastre rettangolari in granito riportano inciso il nome e le date di nascita e di morte dei defunti. Varie sono le piante che ornano la tomba di famiglia, pensata come un giardino: rose a cespuglio e rampicanti, edere, siepi di bosso, cespi di cotone-aster dalle bacche rosse.

Ogni anno, il 2 novembre, alla tomba di Luigi Einaudi le autorità cittadine depongono un omaggio floreale e dedicano un momento di raccoglimento, a ricordo del giorno della tumulazione della salma nel Cimitero e per commemorare l’illustre personaggio della storia doglianese e italiana.

Le attività svolte ci hanno permesso di conoscere più a fondo una figura che per molti era solo un nome proprio attribuito alla scuola, alla biblioteca civica, a una piazza del paese.

Busto di Luigi Einaudi di fronte alla biblioteca civica

Di Luigi Einaudi abbiamo compreso l’importante ruolo assunto nella storia italiana del Novecento: per aver contribuito a fissare le fondamenta della Costituzione oggi in vigore, per essere stato “uomo di buon governo”, per aver promosso lo sviluppo economico del Paese.

Oltre allo statista, di Luigi Einaudi abbiamo pure colto aspetti della vita privata e della personalità. Di questi ultimi abbiamo apprezzato: lo zelo nel lavorare, il culto degli affetti familiari, l’amore per la terra d’origine, i valori. Sicuramente molti esempi di serietà, impegno, disciplina potranno essere per noi un riferimento nel condurre la nostra vita.

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